Dalla parte delle donne: un racconto per educare

Martina Bardelli, regista dello spettacolo, racconta un viaggio nato da un'idea di alcuni Consiglieri ed Amministratori del Comune di Torrita di Siena per combattere la violenza, in tutte le sue sfaccettature, contro le donne.

MARTINA, GRAZIE PER AVERCI DEDICATO UN PO’ DI TEMPO PER QUESTA INTERVISTA.

MARTINA: Grazie a voi per aver deciso di raccontare questa esperienza.

COME E’ NATO LO SPETTACOLO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE?

MARTINA: Questo progetto e’ nato grazie a Silvia Pellegrini, Consigliere della Giunta Comunale, che mi ha contattato durante l’estate proponendomi dei brani, una lettura che coinvolgesse tutto il Consiglio Comunale e mi ha chiesto aiuto nella messa in scena.

Io ovviamente ho accettato subito con grande gioia ed ho chiesto ad Emma De Nola di aiutarmi in questa iniziativa, perché penso che una sensibilità femminile, un modo di raccontare nelle letture dandogli una forma, potesse essere una bella occasione per denunciare la violenza contro le donne.

La cosa più importante di questo progetto è che tutti i componenti del Consiglio Comunale insieme agli Amministatori si siano prestati al servizio del tema perché ci tenevano in modo particolare.

COME SI E’ COMPORTATA LA GIUNTA COMUNALE CHE E’ ANDATA IN SCENA?

MARTINA: Voglio fare una premessa, il gruppo all’inizio non aveva,nella maggior parte dei casi, dimestichezza sul palcoscenico e l’idea che io ed Emma abbiamo avuto da subito e’ stata quella di costruire intorno a queste letture un mondo simbolico importante.

La scenografia era volta a dare già un’idea chiara del tema, con Federigo Bardelli abbiamo costruito una struttura che simboleggiasse una nuvola fatta di fili rossi sospesi che partivano da varie parti del teatro, sia all’interno che fuori dalla scena, per simboleggiare le vite delle donne che sono state “macchiate” di una violenza barbara ed abbiamo chiesto ad alcuni attori di portare questi fili proprio a simboleggiare le vite delle vittime.

Oltre a questo in scena abbiamo coinvolto anche Valeria Cleri, bravissima ballerina che collabora con me e la Compagnia Teatro Giovani Torrita come insegnante di Danza della scuola di Spazio Musical, proprio per dare corpo a queste donne raccontate.

Sul palco Valeria fino all’ultimo non ha mostrato il suo volto, vedevamo o la sua ombra o le sue gambe ed i suoi piedi durante le letture, infatti l’obiettivo era non di dare un volto preciso ma far capire che le storie di queste donne erano vere.

QUALI SONO STATE LE SENSAZIONI DELLA GIUNTA COMUNALE UNA VOLTA FINITO LO SPETTACOLO?

MARTINA: Alla fine dello spettacolo eravamo tutti molto emozionati, e’ stata un’esperienza nuova perché, come già detto precedentemente, la maggior parte degli attori andati in scena non aveva mai avuto l’occasione di salire su un palco e fare tutto questo.

Penso che l’atmosfera che si è creata domenica sera sia stata proprio quella che volevamo: un emozione autentica.

E’ STATO PIU’ COMPLICATO DEL PREVISTO PER TE DIRIGERE LO SPETTACOLO?

MARTINA: Il gruppo che abbiamo trovato io ed Emma e’ stato disponibile al lavoro, alle correzioni ed ai suggerimenti.

E’ stato un viaggio che abbiamo fatto tutti insieme ed anche se non abbiamo fatto tantissime prove prima dello spettacolo, l’importante e’ che il messaggio sia stato recepito.

QUALI SONO STATE INVECE LE TUE SENSAZIONI UNA VOLTA FINITO LO SPETTACOLO?

MARTINA: Le mie sensazioni sono state positive, sono molto orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto, di aver visto gli attori felici nel fare una bella figura su un tema che, a mio avviso, deve essere trattato con molta delicatezza.

Con Emma e Valeria ci siamo messe d’impegno per far si che tutto questo riuscisse alla perfezione.

IN RELAZIONE ALLA PROBLEMATICA DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE, COME DESCRIVERESTI LA SITUAZIONE SUL NOSTRO TERRITORIO?

MARTINA:Quello che penso è che negli ultimi anni se ne parla molto di più, ed è una cosa positiva.

Credo che tutti noi ci stiamo rendendo conto che non sia qualcosa che si vede solo alla televisione o che resta lontano, purtroppo, da noi e dal nostro quotidiano.

La violenza, in generale ed in tante forme in cui si può considerare violenza, è molto più vicina a noi di quanto immaginavamo qualche anno fa; se ne parla molto di più anche con i giovani, ed è un bene perché si deve partire da loro.

La violenza in generale per me è da condannare, che sia fatta su qualsiasi altro individuo o animale, e va combattuta, sulle donne in particolare ha tante sfaccettature diverse, non solo fisica.

Dobbiamo continuare a parlarne, ci vuole molta più attenzione, forse ancora si sminuisce troppo quello che può essere considerato violenza e che poi può sfociare in qualcosa di molto più grave.

Il consiglio che darei ad una mia conoscente è quello di parlare, di confrontarsi nel momento in cui si ha la sensazione che qualcosa non vada, anche solo al minimo dubbio.

ULTIMA DOMANDA: QUAL E’ L’INSEGNAMENTO CHE TUTTI NOI, NEL NOSTRO PICCOLO, POSSIAMO IMPARARE E TRASMETTERE AILLE NOSTRE FIGLIE ED AI NOSTRI FIGLI PER FAR SI CHE TUTTO QUESTO IN FUTURO NON AVVENGA PIU’?

MARTINA: Il consiglio che darei a mia figlia, a mia nipote, ma soprattutto ai giovani, ragazze e ragazzi, è quello di rispettare il prossimo, nei gesti e nelle parole; noi adulti, che siamo educatori, abbiamo il dovere di indirizzare le nuove generazioni al rispetto, in qualsiasi forma.

Ci sono tante forme di educazione, come per esempio questo evento contro la violenza sulle donne, solo cosi possiamo salvarci ed essere capaci di denunciare qualsiasi comportamento che rischia di diventare violento.

IL TEMPO E’ FINITO, GRAZIE ANCORA PER L’INTERVISTA!

MARTINA: Grazie a te Leonardo per avermi permesso di raccontare il percorso di questo viaggio, per dare ancora più valore a quello che è andato in scena.

LEONARDO VANNI

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