L’attore italiano Alessandro Preziosi si racconta in un’intervista esclusiva a Leonardo Vanni, presentando lo spettacolo “Totò oltre la maschera”, che andrà in scena venerdì 14 novembre ore 21.15 al Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena.
BUONGIORNO ALESSANDRO, E’ UN PIACERE AVERLA QUI A TORRITA! E’ LA PRIMA VOLTA CHE VIENE DA QUESTE PARTI?
No, non è la prima volta che vengo a Torrita. La prima volta, se non sbaglio, è stata per il “Cyrano sulla luna” e ricordo in quell’occasione un’accoglienza straordinaria. Amo la Toscana. Sono felice di poter condividere qui un progetto così delicato ed accorato.
COME NASCE L’ESIGENZA DI PORTARE IN SCENA UN OMAGGIO AD ANTONIO DE CURTIS, IN ARTE TOTO’?
Nasce su commissione del Comune di Capri, che voleva omaggiarlo in occasione della ricorrenza della morte, ma anche da un’urgenza di sottrarre Totò alla caricatura e restituirlo alla sua complessità.
Non sono un comico geniale, ma un uomo che ha trasformato la sofferenza e la solitudine in poesia. Portarlo in scena è un atto d’amore e, nel suo particolarissimo modo, di giustizia.
QUANTO LAVORO C’E’ STATO PER FAR EMERGERE SUL PALCO QUESTA DOPPIA PERSONALITA’?
E’ stato un processo naturale e graduale, che si ripete poi ogni sera della recita.
La maschera è la sintesi, non la negazione dell’uomo.
Totò sapeva essere tragico e buffone nello stesso respiro.
Per restituire questo dualismo bisogna provare a non recitare, a togliersi ogni compiacimento e lasciare che le parole scivolino.
COME VI SIETE CONOSCIUTI CON TOMMASO MATTEI E DANIELE BONAVIRI?
Con Tommaso collaboro da tempo. Daniele Bonaviri l’abbiamo incontrato anni fa per il nostro musical “Datemi tre caravelle!”: un talento folgorante!
Abbiamo perciò deciso di metterlo in scena e di portarlo in tour.
Bonaviri ha una grande capacità di ascolto e la sensibilità rara di restituire profondità a paesaggi sonori e variegati.
IL SUO RAPPORTO CON ANTONIO DE CURTIS E LA SUA INFLUENZA SUL
NOSTRO PAESE
Totò è stato un poeta disarmato: ha raccontato un’Italia che forse non esiste più. Il mio vero rapporto con lui è iniziato con la scoperta dei suoi versi.
Mi ha colpito come la sua ironia, anche quella più leggera, custodisse sempre un fondo di malinconia e di ambiguità sulla nobiltà.
QUALE DELLE SUE “ANIME” L’HA COLPITA DI PIU’?
Il poeta. Quello che scrive “A livella”, non come esercizio retorico, ma come confessione. Totò era un moralista senza ombra di moralismo.
Spesso però, usava la poesia per disinnescare l’ipocrisia.
COME SPIEGHEREBBE TOTO’ AI GIOVANI DI OGGI?
Direi “: Osservatelo senza pregiudizi. Non ridete troppo presto. Totò è l’opera d’arte di Antonio De Curtis: più lo osservi, più ti accorgi che ti racconta questa storia”.
Consiglierei i suoi film “Guardie e ladri”, anche “Uccellacci e Uccellini”, ma soprattutto i suoi versi, perché la sua voce, al di là dello schermo, è ancora piena di vita.
QUALE MEZZO OGGI PUO’ AVVICINARE DI PIU’ LE PERSONE ALLA CULTURA?
Il teatro è un ottimo mezzo, perché è ancora un luogo condiviso.
“La vita fermata con la fatica nei momenti a noi congeniali” come amava dire Antonio De Curtis.
LEONARDO VANNI
Rimani sempre aggiornato su tutte le nostre attività.
Cliccando sul pulsante "Iscriviti", dichiaro di aver letto e accettato la Privacy Policy di Compagnia Teatro Giovani Torrita A.P.S.